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Video di Angelo Scalese

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La verità sul sindaco Velluto PDF Stampa E-mail

Il mito del cittadino onesto, non corrotto dai partiti, che viene eletto sindaco per risolvere i problemi della città, è svanito nel giro di qualche mese sotto il peso delle responsabilità che  comportano la gestione di un comune con più di 300 dipendenti e più di 60 milioni di euro di bilancio annuo. Il colpo di teatro di non aver ceduto ai ricatti della politica è stata una bella trovata per uscire di scena  in modo brillante e può convincere chi non si occupa di politica, ma chi ha vissuto la vicenda da vicino sa che le vere ragioni delle dimissioni di Velluto sono state altre. Il testo unico degli enti locali dà al sindaco poteri quasi assoluti.

. Il sindaco nomina gli assessori, li revoca quando vuole, nomina il segretario, il direttore generale e i dirigenti. Il sindaco non politico, all’ insegna del qui comando io, ha nominato chi ha voluto lui senza chiedere il parere di nessuno, anzi, ha chiesto il parere di tutti ma poi ha fatto di testa sua. Ha concentrato 13 deleghe su due assessori e lui ne ha tenuto per se altre sette. Neanche superman sarebbe riuscito a fare il sindaco e poi tutto il resto. Per contro, altri assessori avevano poco o nulla da fare e, in tale contesto, non ci sarebbe stato nulla di strano se uno di questi, essendo architetto, si fosse occupato di urbanistica, visto che entro il 31 marzo bisognava approvare il Piano di Governo del Territorio. Dopo 90 giorni di amministrazione l’ unica delibera prodotta è stata la nomina dell’ addetto stampa. Subito dopo, l’ opposizione faceva un’ interpellanza per gli errori contenuti nei comunicati stampa. Il sindaco, sempre più incerto nel procedere, si irrigidiva su tutte le cose, anche le più banali ed io, che presiedevo il consiglio comunale, sudavo sette camicie per evitare che le sedute si trasformassero in rissa, perché  raccoglieva tutte le provocazioni che venivano dall’ opposizione. Chi pensa che i partiti si siano scannati per spartirsi terreni e affari si sbaglia di grosso. I temi importanti della città non si sono nemmeno sfiorati e quando, alla prova dei fatti si capisce che il sindaco non è in grado di svolgere il compito che i cittadini gli hanno assegnato, è giusto prenderne atto e risparmiare alla città cinque anni di immobilismo. Il PDL in primis, seguito a ruota dagli altri partiti della maggioranza, hanno tentato di far capire al sindaco che vincere le elezioni per non cambiare nulla non aveva alcun senso ed hanno cercato di assumere la direzione politica dell’ amministrazione, invitandolo a rispondere alla sua maggioranza. Questa iniziativa è stata intesa da Velluto come un tentativo di lesa maestà provocandone le dimissioni. Chi ha la responsabilità di rappresentare  un gran numero di cittadini, ha il dovere di prendere delle decisioni dolorose ma necessarie, anche quando creano un danno dal punto di vista elettorale e il PDL ha avuto coraggio pensando, per prima cosa,  all’ interesse della città. A me non dispiace che Velluto abbia deciso di ricandidarsi. Nella coalizione in cui si trova è sicuro che non verrà eletto sindaco, ma è molto probabile che avrà l’ occasione di fare quella necessaria esperienza che gli consentirà di assumere, con gradualità, responsabilità sempre maggiori. Ora, dopo quello che è successo, è giusto restituire la città alla  sinistra? Senza esagerare in catastrofismi, l’ amministrazione Soldano, per quattro anni, ha fatto quadrare i conti coprendo le maggiori spese correnti con le entrate derivanti dagli oneri di urbanizzazione pagati da chi ha costruito gli immobili. Nel 2009, a causa della crisi economica e della mancata firma della convenzione Torriani, le entrate previste non si sono verificate e quindi si è dovuto ridurre la spesa per pareggiare i conti. I terreni su cui costruire finiscono. Ci sono altre soluzioni? Certo. La soluzione sta nell’ adottare una politica di centro destra. Nel Comune di Cologno il controllo di gestione  si fa per finta. E’ necessario sapere quanto costa al cittadino un determinato servizio; se, ad esempio, in biblioteca 6 dipendenti si occupano del prestito dei Cd rom, è utile scoprire quanto costa prestare un cd ai cittadini (forse costa meno regalarglielo!). La biblioteca, “il fiore all’ occhiello dell’ amministrazione di sinistra, costa circa 1.100.000 € l’ anno! A me sembra uno sproposito. La colonia estiva ne costa 270.000, mentre gli oratori  la fanno a costo zero! Il centro di cottura, quanto costa? E la manutenzione del verde? E la raccolta rifiuti? Avete ancora dei dubbi sulla necessità di cambiare amministrazione? A me sembra proprio di no perché, la sensazione che ho avuto in questi cinque mesi, è che la macchina del comune funzioni più per se stessa che per i cittadini: le associazioni di volontariato  ricevono l’ elemosina anziché i contributi e quando un povero Cristo  ha bisogno di una mano perché si trova in difficoltà, si sente rispondere dal comune che non ci sono soldi. Questa è la fine della politica. Amministrare Cologno non è facile, occorre competenza, entusiasmo e voglia di lavorare. L’ assessore uscente ai servizi sociali, l’ avvocato Giuseppe di Bari, in questi pochi mesi, ha dimostrato di saper far bene e si è impegnato con l’ entusiasmo e la freschezza che solo un giovane possiede. Io penso che sarà un buon sindaco e merita la nostra fiducia. Quanto a me (me lo dico da solo) penso di aver fatto bene il Presidente del Consiglio comunale: ho lavorato molto, ma  c’ è ancora  molto da fare. Spero che ancora una volta vogliate scrivere Scalese sulla scheda del Comune a fianco del simbolo PDL, mentre alle regionali vi chiedo di scrivere Zambetti, sempre accanto al simbolo del PDL perché anche lui,  assessore regionale all’ artigianato e servizi, ha lavorato moltissimo e bene, portando, assieme a Formigoni, la regione Lombardia al primo posto in Europa per la ricchezza prodotta e per la qualità dei servizi erogati.
 
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leggi:

 

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Nel-giardino-del-papa/2031962/18 

 

Nel giardino del Papa, crescono fiori bellissimi. Sono coltivati con cura ed amore da un giardiniere attento e colto. E’ un giardino assoluto in cui si configura l’assoluta idealità del reale. E’ un giardino in perenne trasformazione in cui ogni cosa, come diceva Goethe, nel mutarsi delle forme, indica ciò che è stato prodotto e ciò che si sta producendo.

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