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Fini confonde lo Stato etico con l' etica del diritto |
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Per timore che l’ assemblea costituente del PDL passasse alla storia come la riedizione della balena bianca Gianfranco Fini, con il suo intervento, ha dato, con classe e misura, l’ immagine di un partito che si interroga laicamente sui temi etici, senza riserve mentali e senza pregiudizi. Bene ha fatto anche Berlusconi a mantenere un profilo basso, non rispondendo alle domande poste da Fini. Il capo del Governo, che ha studiato dai Salesiani, in qualche modo, però, ha risposto alla domanda di Fini dicendo che il nostro è uno Stato al servizio dei cittadini e questa è già la negazione dello Stato etico.
Quello che non si comprende è perché l’ approvazione di una legge che abbia un contenuto etico possa far pensare che il nostro sia uno Stato etico!Il quinto comandamento dice: “Non ammazzare”, non per questo se uno Stato fa una legge che punisce l’ omicidio questo diventa Stato etico. Quando uno Stato si può definire etico? Si definiscono Stati etici quegli Stati che hanno la presunzione di rappresentare il bene comune. In nome di questo bene comune i cittadini sono assoggettati ad esso.Hobbes, il grande filosofo del ‘600, è il padre del metodo contrattualista: “gli uomini, attraverso le leggi si daranno regole comuni, sacrificando parte della loro libertà in cambio della tutela e del rispetto delle regole stabilite, sottoscritte in un contratto sociale, e faranno riferimento ad un unico grande rappresentante istituzionale, il Leviatano”, che rappresenta per Hobbes l'unità corporale, la forza gigantesca di tutti coloro che hanno sottoscritto il contratto e che formano lo Stato. Questo è un esempio di Stato assoluto, etico e laico. Il filosofo idealista Hegel definisce lo Stato: “Sostanza etica consapevole di sé” La condotta dello Stato non può essere oggetto di valutazioni morali da parte del cittadino: Lo Stato è il fine supremo, arbitro assoluto del bene e del male. Queste teorie sono quelle che hanno dato vita agli stati totalitari del secolo scorso, uno di questi capeggiato da colui che Fini definì: “Il più grande statista del ventesimo secolo”. Il nazismo introduce nel suo codice l’eutanasia proprio perché, essendo stato etico, non è soggetto al giudizio morale del cittadino. Sono Stati etici anche quelli confessionali e teocratici perché depositari di una verità assoluta e immutabile.De Tocqueville, studioso della rivoluzione francese e della democrazia liberale americana, quando definisce la dittatura della maggioranza, non ci rassicura nemmeno che la forma di Stato democratico possa non essere uno stato etico: “L’ impero morale della maggioranza si fonda sull’ idea che vi sia più saggezza in molti uomini riuniti che in uno solo, nel numero piuttosto che nella qualità dei legislatori”.E’ un tema attualissimo. Quante volte si sente dire: perché la maggioranza deve imporre le sue idee alla minoranza. Non vuoi divorziare perché la tua religione te lo vieta? Bene! Non farlo, ma non puoi costringere me a non divorziare. Identico ragionamento si può fare per l’aborto, per l’ eutanasia e per l’ uso delle staminali e così via. Illuminante la citazione di Norberto Bobbio: "Non vi può essere democrazia, se non là dove siano riconosciuti alcuni diritti fondamentali di libertà che rendano possibili una partecipazione politica guidata da una autonoma determinazione della volontà di ciascun individuo". La funzione della norma giuridica è duplice, la tutela dei diritti altrui, (non puoi abortire perché io voglio tutelare la vita del nascituro) e la tutela di quei valori etici che sono scritti nella carta costituzionale. Settimo non rubare è un precetto religioso ma non per questo è diventato norma giuridica. Lo è diventato perché la costituzione tutela la proprietà privata; tant’ è vero che non troviamo nel nostro codice il reato di desiderare la roba d’ altri. Non solo, la norma giuridica deve adattarsi anche all’ evoluzione della morale sociale. Si pensi al delitto d’onore o al reato di adulterio che sono stati eliminati dal nostro codice perché superati. Il contenuto etico di una norma giuridica è legittimo e non definisce lo Stato etico. Fini sbaglia quando lo evoca in occasione dell’ approvazione della legge sul testamento biologico. E’ una legge che si ispira ad un principio etico contenuto nella Costituzione e che regola anche il conflitto di interesse tra le parti. Affidare ai parenti la facoltà di decidere sull’ interruzione di terapie vitali, quali l’alimentazione forzata, non è corretto perché la famiglia potrebbe essere in conflitto di interesse. Nessuno può mettere in galera chi decide di togliersi la vita, ma una società civile deve porsi nei confronti dei problemi del fine vita come ci si pone con gli ospiti. Bisogna sempre insistere affinché ci concedano il piacere di restare con noi. Quando poi non è possibile accertare la volontà del paziente (e non vale nemmeno il pronunciamento a priori), se l’ alternativa è la scelta tra la vita e la morte, il diritto è tenuto a preferire la vita altrimenti lo Stato non solo non sarà etico ma sarà certamente uno Stato barbaro e incivile. Prof. Angelo Scalese |