| Il giardino del Papa |
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Non si può restare indifferenti agli attacchi al Papa da parte di certa stampa di sinistra. Risposta all' articolo di Scalfari su l' Espresso leggi:
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Nel-giardino-del-papa/2031962/18
Nel giardino del Papa, crescono fiori bellissimi. Sono coltivati con cura ed amore da un giardiniere attento e colto. E’ un giardino assoluto in cui si configura l’assoluta idealità del reale. E’ un giardino in perenne trasformazione in cui ogni cosa, come diceva Goethe, nel mutarsi delle forme, indica ciò che è stato prodotto e ciò che si sta producendo. Sono i frutti dell’ educazione estetica che ha dato all' Italia la più grande raccolta di opere d'arte del mondo. Educazione estetica che assume un significato pedagogico quando le leggi della natura si scontrano con la libertà dell’ individuo. Da questa lezione morale il colto giardiniere vaticano non si cura di costruire un giardino ideale, ordinato, privo di sterpaglie, di scalfari, insetti vari e piante infestanti ( sono tutte creature di Dio ); non realizza la bellezza assoluta di una natura incorrotta, nel tentativo di incarnare l’ idea dell’ Assoluto; nel giardino di Benedetto XVI la bellezza ideale non si manifesta con ordine eleganza simmetria segno della perfezione divina: non è il giardino di Bramante né quello di Versailles. Il giardiniere vaticano è incline a seguire l’ insegnamento di Addison che preferiva il giardino che lascia la natura libera di crescere secondo la propria spontaneità senza deformare gli alberi in coni, globi e piramidi. Il carciofo comunista, che nel dopoguerra era stato scomunicato, ha poi occupato circa metà del giardino Italia e, nelle regioni dove si è radicato, non c’è stato spazio per coltivare i fiori religiosi. L’edera del capitalismo ha sottratto linfa un po’ dappertutto prosciugando le risorse della solidarietà, dell’ amore, della fratellanza che sono i fiori che testimoniano la presenza di Dio nel mondo. Non le messe, né le processioni, né la qualità culturale dei religiosi sono i frutti e i fiori del giardino del Papa. I fiori più profumati sono quelli della carità di madre Teresa di Calcutta, di Padre Pio, di Papa Giovanni XXIII e di Papa Giovanni Paolo II ma, ancora di più, lo sono quelle migliaia di persone che ogni giorno curano amorevolmente gli ammalati, soprattutto quelli terminali, quelle persone che tutti i giorni si alzano per preparare un pasto caldo ai diseredati e a coloro che vivono ai margini della società; i preti e le suore che accolgono e allevano i bimbi e li educano al rispetto e all’ amore per i loro genitori. Sono fiori profumati quei genitori che insegnano ai loro bimbi ad amare il prossimo secondo l’ insegnamento del Signore. Nel giardino del Papa crescono dei fiori rari e straordinari così belli, che vengono inviati in missione negli altri giardini del mondo per aiutare quei fratelli che combattono ogni giorno per la sopravvivenza. Mi dispiace Scalfari, ma sarebbe opportuno che lei si chiedesse quali sono i frutti che il suo giardino produce, perché quello che scrive è così arido e sterile che lascia spazio solo al deserto. |
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