| Perchè impegnarsi in politica |
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Caro Danilo
Cosa muove la tua voglia di scendere in campo? Il fatto che tu ritenga inadeguata la realtà che “gli altri” ti propongono; è il motore che ti spinge ad entrare in gioco per tentare di cambiarla secondo il tuo modello. ( Chi ti dice, però, che il tuo modello sia il migliore?) Nessuno. Questo non deve scoraggiarti perché per te è il migliore e in questo troverai la forza per sostenere il sacrificio di volerlo cambiare. Siccome da solo non ci riuscirai, dovrai convincere gli altri che il tuo sia migliore e quindi spenderai molto del tuo tempo in questa attività e poco in quell’altra quella cioè che porta il cambiamento. Non so se mi sto incartando ma forse anche solo far cambiare opinione alla gente già questo è cambiare la realtà. Lo sostenevano i filosofi filomarxisti quali Adorno, Horkheimer, Labriola e pedagogisti come Piaget, Apostel e Jantsch che, ispirandosi ad Hegel, proponevano l’ipotesi di una realtà mutevole in relazione agli strumenti interpretativi della realtà che, a loro volta, mutano in un rapporto dialettico con essa. Io sono molto scettico rispetto a quel vasto squadrone di filosofi che legano la realtà alle capacità interpretative dell’uomo perché, secondo me, le conclusioni che ne conseguono sono assurde. Tu ti lamenti che la realtà politica è impraticabile, ma se pensi che i filosofi di oggi come “Severino” sostengono che la realtà non esiste proprio!. E non è il primo. Già nel ‘700 Berkeley diceva che il mondo fisico non esiste e che esistono solo le idee e le sensazioni. Forse ti sto complicando la vita ma vorrei solo invitarti a dare più spazio al dubbio e meno alle affermazioni categoriche. Tanto per essere più chiaro, non credo che si possa attribuire ai tribunali la responsabilità di aver abolito le “ideologie secolari”. Le ideologie forniscono all’uomo un pacchetto ben confezionato di idee che riescono a dargli tutte le risposte di cui ha bisogno dalla nascita alla morte. Questo andava bene nella società industriale in cui tutto era ben definito: da una parte la classe operaia, dall’altra i padroni e in mezzo la lotta di classe. Andavano bene anche le ideologie fondate sulle identità nazionali ed etniche. Chi le ha distrutte? I nuovi modelli economici: la società postindustriale e la globalizzazione. La prima ha confuso i soggetti produttivi assegnando loro ruoli diversi: capita così che a volte sei proletario, a volte proprietario, a volte produttore a volte consumatore, a volte sfruttato a volte sfruttatore e così via. Diventa sempre più difficile definire una categoria che si possa organizzare e inquadrare in un ruolo assegnato dall’ideologia. I nuovi fattori della produzione non sono più capitale e lavoro ma capitale e informazione. Informazione che, grazie ai nuovi mezzi di comunicazione, è facilmente trasferibile in ogni parte del mondo e quindi prende forma e si sviluppa rapidamente il fenomeno della globalizzazione che marginalizza le istanze nazionalistiche ed etniche, le svuota di contenuto ideologico facendole diventare oggetto di mercato e di distinzione merceologiche (Il vino italiano, la pizza, la pasta, il lardo di Colonnata, l’alta moda). Assieme alle ideologie crollano anche i loro santuari: i partiti politici. I primi sono stati quelli totalitari, lenti, incapaci di rappresentare i cambiamenti repentini della società del nostro tempo. Dopo questi sono crollati quei partiti che vi si sono opposti come ad esempio la Democrazia cristiana che ha dovuto sostenere una costosissima guerra contro il Partito comunista italiano. Finita la guerra, Churchill venne messo da parte, così pure la Democrazia cristiana. Un partito che spendeva e sperperava le risorse pubbliche per mantenere il consenso (non dimenticare l’eredità di 2 milioni di miliardi di debito pubblico), non serviva più, tantopiù che questo partito, che pure ha il merito di aver ricostruito l’Italia e di averla salvata dall’esperienza comunista, non ha saputo fornire ai suoi elettori, dopo la caduta del muro di Berlino, le motivazioni dello stare insieme. Per una sorta di coincidenze della storia, nello stesso periodo, è venuto meno anche il cemento della comune matrice cristiana, per una precisa scelta della gerarchia ecclesiastica, che ha rinunciato al partito di riferimento proprio nel momento in cui più ce n’era bisogno. Non si può nemmeno sostenere che il sistema bipolare abbia distrutto la DC perché in Germania, ad esempio, uno dei poli è rappresentato proprio dalla Democrazia cristiana. Ammesso ti abbia convinto delle ragioni che hanno portato alla scomparsa della DC in Italia, non ho ancora motivato l’ascesa vertiginosa di Forza Italia! Devo confessarti che questo è un compito un po’ più arduo. Io una mezza idea ce l’avrei ed ora te la espongo. Prendila con le dovute precauzioni perché, in queste cose, nessuno può dire di avere in tasca la verità né tantomeno vorrò farlo io. Qualche rigo fa, ti ho parlato della difficoltà di aggregare il consenso, ossia della difficoltà di costituire un partito all’interno del quale un cittadino possa riconoscervi il proprio interesse; il proprio modo di intendere la società e le relazioni fra i suoi membri. Tale difficoltà è data dalla complessità della società moderna. A tale proposito possono essere illuminanti le teorie di Luhmann. Nel 1975 Luhmann pubblica un libro dal titolo “Potere e complessità sociale” in cui rifiuta le teorie tradizionali marxiste e webberiane sostenendo che il potere non è più una prerogativa di alcune classi sociali dominanti e quindi un sottoprodotto della forza, ma è un “mezzo di comunicazione”, generalizzato attraverso simboli, che circola nella società ed è oggetto di continue transazioni.Tale ipotesi fa apparire evidente come sia possibile, nella nostra società, che vengano a definirsi dei nuovi soggetti aggregativi quali l’unione dei consumatori o, concedimi l’estensione, l’ insieme dei teleutenti. Teleutenti di una televisione di Stato e teleutenti di una televisione privata (è questo il vero bipolarismo italiano) che ad un certo punto si ritrovano accomunati in un partito che interpreta il desiderio di ribellione al pensiero unico che la televisione di Stato ha rappresentato e rappresenta ancora oggi per la gran parte degli Italiani. Ecco come è nata Forza Italia. Nel frattempo la Lega godeva del rigurgito etnocentrico provocato dalla globalizzazione che andrà via via esaurendo la sua funzione non appena la globalizzazione avrà fatto diventare gli Italiani quello che oggi rappresentano i padani per l’ Italia. Caro Danilo, sono tanti anni che io mi occupo di politica, l’ho sempre fatto per il piacere di stare insieme alla gente, per confrontarmi con gli altri e per imparare. Da essa non ho avuto favori, posti di lavoro o cariche importanti. A me va bene così. Dopo tanti anni, non ho nulla di cui pentirmi, né di essere stato democristiano, (perché non ho mai preso le mazzette) né di essere stato di Forza Italia (perché non ho mai svenduto le mie idee). Non ho fatto incetta di tessere per prendere il potere e non ho dovuto rubare per pagarle. Non so quanti democristiani possono dire la stessa cosa. Alcuni dicono che tutti facevano così ma non è vero. Facevano così quelli ambiziosi che volevano fare la scalata alle poltrone ed entravano in questo gioco perverso. Questo non significa che do un giudizio positivo di mani pulite. Tuttaltro. I giudici di Milano hanno messo in scena la negazione del principio stesso della giustizia. Se la giustizia è uguale per tutti non si può accettare una giustizia che colpisca solo alcuni partiti e quel che è peggio solo in alcune parti d’Italia. Anche un cretino capisce che la corruzione non poteva essere più estesa a Milano che a Napoli, Palermo o Bologna. Tutti sapevano che il bilancio di DC, PSI e PCI erano falsi. A fronte di finanziamenti dello Stato dell’ordine dei 10-15 milardi di lire, questi presentavano bilanci da 120-150 miliardi. La differenza veniva coperta con gli introiti delle feste dell’Unità e dell’Amicizia. Feste che andavano in pareggio solo quando non pioveva. Ma ti sembra possibile? Eppure è andata proprio così. I magistrati milanesi, a maggioranza appartenenti a Magistratura democratica, non hanno avuto la benchè minima resistenza ad applicare una legge che ipocritamente aveva votato il Governo di Bettino Craxi in cui si aumentava il finanziamento pubblico dei partiti ma che rendeva un reato penale il finanziamento illecito. Hanno usato questa legge come un coltello fra i denti facendo quello che tutti sanno. L’ipocrisia di certi personaggi politici, che si sentivano intoccabili, è stata pagata da questi amaramente. Quando la classe politica ha capito l’errore commesso ormai era troppo tardi e la legge non si è più potuto cambiarla perché l’opinione pubblica, fomentata da Lega ed An e dal Partito comunista ha impedito che si tornasse indietro. Persino il referendum sancì il rifiuto dei cittadini al finanziamento pubblico dei partiti. Questa situazione fece chiudere i partiti tradizionali per eccesso di spese. Il Pci che aveva nascosto il suo apparato burocratico nelle redazioni dell’Unità si vide costretto a licenziarli tutti. Più o meno la stessa cosa accadde nella DC e nel PSI. Questa situazione favorì l’affermazione di un partito cosiddetto all’americana. Un partito snello, leggero, basato sul volontariato dei club, sul mecenatismo di benestanti che si potevano permettere un locale e un telefono, da attivare soltanto durante la campagna elettorale. Questa è la struttura di Forza Italia, un partito inesistente, pragmatico, che non ha l’ambizione di costrure un futuro ma di adeguarsi al futuro. Un partito in cui gli intellettuali servono solo per essere esibiti ma che vengono allontanati appena cominciano a pensare. Alle ultime elezioni politiche la selezione dei candidati di Forza Italia è avvenuta seguendo il criterio della fedeltà perché servivano dei deputati disposti a votare tutto quello che serviva. Per eleggere un consigliere regionale oggi servono 150.000-400.000 Euro. Un Sindaco di una città di 50.000 abitanti ha bisogno di 30.000 – 50.000 Euro per farsi eleggere. E’ questa democrazia?. In un paese come Pessano esiste un mondo cattolico presente e ben radicato nel territorio. Chi gli impedisce di esprimersi e di imporsi politicamente? Chi lo tiene diviso? Risolvi questi problemi e datti da fare. |
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